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Il registro di cantina, dalla vigna alla bottiglia

Quello che succede in cantina si scrive una volta sola, sul telefono, con le mani sporche. E si ritrova due anni dopo.

Diario

Ogni operazione resta annotata sul vino a cui appartiene: note scritte, foto, referti, note vocali.

Fermentazioni

Densità e temperatura giorno per giorno, con l'andamento in un grafico invece che in una colonna di numeri.

Vasi e travasi

Cosa c'è dentro a ogni vasca, da quando, e dove è finito quello che ne è uscito.

Tracciabilità

La storia di una bottiglia si ricostruisce all'indietro fino alla vendemmia, perché è stata scritta mentre accadeva.

Funziona anche senza rete

In cantina il segnale va e viene. Quello che si scrive resta sul telefono e si allinea da solo quando la linea torna: non c'è un momento in cui l'applicazione smette di accettare quello che stai annotando.

I dati stanno sul server della cantina

Non su server di terzi. L'installazione gira su una macchina che sceglie la cantina — un computer in azienda o un server affittato — e da lì non esce: niente pubblicità, niente servizi di analisi, niente profilazione. I dettagli stanno nell'informativa sulla privacy.

Il codice sulle bottiglie

Ogni lotto può portare in etichetta un codice QR che apre la storia di quel vino: da quali vigne, quando è stato vendemmiato, cosa è successo in cantina. Si apre da qualunque parte del mondo, senza installare niente e senza registrarsi.

Come si entra

  1. Chi amministra la cantina manda un invito all'indirizzo email.
  2. Ci si registra nell'applicazione con quello stesso indirizzo.
  3. Si conferma l'indirizzo dal link che arriva per email.
  4. Al primo accesso la cantina è già lì, con il ruolo assegnato.

L'indirizzo con cui ci si registra deve essere lo stesso a cui è arrivato l'invito: è l'indirizzo, e non un codice, a legare una persona alla sua cantina.